Nei pazienti con Malattia Renale Cronica (MRC) in stadio avanzato, l’aderenza alla dieta a basso contenuto proteico rappresenta uno degli strumenti più efficaci per rallentare la progressione della malattia, ritardare l’ingresso in dialisi e migliorare la sopravvivenza.
La gestione nutrizionale rappresenta quindi un elemento strategico fondamentale, nel quale il ruolo dell’MMG, che segue il paziente nel lungo periodo e ne conosce il contesto clinico e sociale, assume un valore rilevante in termini di continuità assistenziale.
Le evidenze più recenti confermano il ruolo centrale della terapia dietetico-nutrizionale nei pazienti con MRC avanzata. In uno studio pubblicato su Nephrology Dialysis Transplantation a cura del Dott. Bellizzi (clicca qui per ascoltare l’intervista integrale), i pazienti con MRC in stadio 4–5 realmente aderenti alla dieta ipoproteica hanno mostrato un significativo rallentamento della progressione verso l’insufficienza renale terminale (ESKD) rispetto ai controlli1.
In particolare, l’aderenza alla dieta si è associata a un ritardo di quasi 20 mesi nell’avvio della dialisi e a un prolungamento della sopravvivenza di circa 2 anni. Dal punto di vista della sostenibilità del sistema sanitario, lo studio evidenzia inoltre un risparmio economico significativo, stimato intorno al 30% (8000 euro a paziente), legato principalmente al posticipo dell’ingresso in dialisi, trattamento notoriamente ad alto impatto economico oltre che clinico (costo della dialisi: più di 4200 euro a paziente)1.
Da un’indagine ANED (di cui abbiamo parlato anche qui) svolta su pazienti di quattro centri nefrologici lombardi sono emersi alcuni dati incoraggianti ma anche qualche punto critico, potenzialmente in grado di alterare l’aderenza alla terapia dietetico nutrizionale. Nel 73% dei casi, ad esempio, i pazienti hanno ricevuto l’invito a sottoporsi alla terapia: un dato positivo, che lascia tuttavia scoperto un 27% di soggetti che dichiara di non aver ricevuto indicazioni in merito. Inoltre, solo il 30% afferma di aver seguito un percorso nutrizionale strutturato correttamente. Colpisce infine che quasi un terzo dei pazienti riferisca di non sapere quali indicazioni nutrizionali avrebbe dovuto seguire2.
In questo contesto, l’MMG può svolgere un ruolo fondamentale: grazie alla conoscenza sia del quadro clinico sia del contesto sociale e familiare del paziente, valutando la qualità del percorso in termini di assistenza e comunicazione. In collaborazione con il nefrologo e il dietista, l’MMG può inoltre contribuire a rinforzare l’aderenza alla prescrizione personalizzata, intercettando precocemente eventuali difficoltà.
Solo uno sforzo condiviso e coordinato tra tutti gli attori coinvolti può garantire una reale efficacia della terapia dietetico-nutrizionale nel paziente con MRC.
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