Diagnosi precoce, quanto sono importanti i fattori di rischio? Consigli per MMG

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Oggi 13 marzo è la Giornata Mondiale del Rene, lo slogan, promosso dalla Società Internazionale di Nefrologia pone l’attenzione sull’ importanza di fare diagnosi precoce. 

Con l’aumento dei casi di Malattia Renale Cronica (MRC), il ruolo del medico di medicina generale (MMG) diventa sempre più cruciale.  

Per gli MMG, è fondamentale prestare, innanzitutto, attenzione ai fattori di rischio della MRC, per individuare i pazienti che potrebbero necessitare di maggiore attenzione e riuscire a combinare prevenzione efficace e una diagnosi precoce. (Figura 1). 

TABE
Figura 1. Schema riadattato dal documento di indirizzo per la malattia renale cronica del Ministero della Salute (1)

Fattori di rischio principali per la MRC

  • Età: l’invecchiamento è un fattore di rischio non modificabile per la MRC (2). Con l’avanzare dell’età, i cambiamenti fisiologici nei reni, come la riduzione del numero di nefroni e la diminuzione della perfusione renale, aumentano la vulnerabilità alla MRC (2). Per queste ragioni è essenziale monitorare attentamente la funzione renale nei pazienti anziani (azotemia, creatinina, esame urine). 

 

  • Diabete mellito: l’iperglicemia cronica danneggia i vasi sanguigni renali, compromettendo la capacità di filtrare il sangue, e può portare a nefropatia diabetica, una delle cause più comuni di MRC. 

 

  • Ipertensione: l’aumento della pressione sanguigna può aumentare il rischio di insorgenza e progressione della MRC, danneggiando i vasi sanguigni renali. Trattandosi di un fattore di rischio modificabile è cruciale per gli MMG gestire l’ipertensione nei pazienti attraverso interventi farmacologici e modifiche dello stile di vita, come la riduzione dell’assunzione di sale (<2 g/die e l’aumento dell’attività fisica (3). Se è interessato ad approfondire il legame tra MRC e ipertensione può vedere il nostro articolo qui. 

 

  • Obesità: è un fattore di rischio significativo per lo sviluppo e la progressione della MRC. Un eccessivo aumento di peso può contribuire all’insorgenza di ipertensione e diabete che, come descritto sopra, sono strettamente legati alla MRC (2). Trova i nostri approfondimenti qui e qui. 

 

  • Attività simpatica eccessiva: l’iperattività simpatica si manifesta con un aumento dei livelli di norepinefrina e l’attivazione dei recettori adrenergici, che possono aggravare la malattia renale cronica (MRC). Studi recenti indicano che l’iperattività simpatica può indurre (oltre che cambiamenti nella pressione arteriosa) anche l’attivazione di processi infiammatori tramite il rilascio di citochine pro-infiammatorie che possono contribuire alla progressione della fibrosi renale. (2) 

Ruolo dell’MMG nella gestione di pazienti a basso rischio

L’attività proattiva dell’MMG non deve esaurirsi con il monitoraggio dei fattori di rischio, ma deve includere anche esami specifici come analisi del sangue e delle urine per identificare precocemente la MRC. Inoltre, è fondamentale inviare per tempo il paziente alla visita specialistica nefrologica, che lo prenderà in carico o lo riaffiderà al MMG con un protocollo di gestione condiviso (può trovare qui il nostro approfondimento). Infine, è importante ricordare che i pazienti con MRC non confermata dallo specialista o ritenuti “slow progressor” necessitano di un’attenzione particolare (Figura 1) proprio per individuare eventuali segni di progressione della malattia.  

 

In conclusione, la complessità di questa patologia e la sua diffusione richiedono la collaborazione di tutte le figure sanitarie. In questo contesto, gli MMG sono in prima linea nell’attività di valutazione dei pazienti e nel coordinamento delle cure, garantendo un approccio integrato e personalizzato.

Bibliografia

  1. Berloco P, Brizzi F, Canu G, et al. (2023). Documento di indirizzo per la malattia renale cronica. Ministero della Salute. 
  2. Mallamaci, F., & Tripepi, G. (2024). Risk Factors of Chronic Kidney Disease Progression: Between Old and New Concepts. Journal of clinical medicine, 13(3), 678. 
  3. Lo, R., Narasaki, Y., Lei, S., & Rhee, C. M. (2023). Management of traditional risk factors for the development and progression of chronic kidney disease. Clinical kidney journal, 16(11), 1737–1750. 

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